Necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo

La Necropoli Etrusca di Crocifisso del Tufo (Orvieto)

Scoperta nell’Ottocento, rappresenta un documento straordinario della storia e della cultura etrusca.
La sua visita trova essenziale complemento in quella del Museo Archeologico Nazionale e del Museo Claudio Faina di Orvieto, che ne custodiscono numerosi reperti, soprattutto i ricchi corredi ceramici.
La necropoli fu utilizzata dall’ VIII al III secolo a. C; al periodo di massimo sviluppo (VI-V secolo a.C) risale la pianificazione della necropoli a isolati, definiti da strade tra loro ortogonali e occupati da tombe del tipo “a dado”, secondo una rigida disposizione che riflette un’organizzazione sociale di tipo egualitaria.
Ogni sepoltura era riservata a singole famiglie identificate dal nome inciso sull’architrave, che svela la presenza anche di cittadini stranieri ad Orvieto, sempre più cosmopolita.
Forme di ostentazione della ricchezza raggiunta da un largo strato di cittadini sono, infine, espresse dai lussuosi oggetti di corredo, acquistati sul mercato greco-orientale.

Luogo

Orvieto (TR)

Cliente

Comune di Orvieto

Oggetto Lavori

LAVORI DI RECUPERO E DI VALORIZZAZIONE DELL’AREA ARCHEOLOGICA PERIURBANA NECROPOLI ETRUSCA DEL “CROCEFISSO DEL TUFO”, LOTTO “A” RESTAURO E RICOSTRUZIONE DELLE TOMBE 153, 154 E155

Categoria Lavori

OG2

Lavorazioni Eseguite

Smontaggio di coperture metalliche, compreso l’accatastamento del materiale al luogo di deposito provvisorio, escluso il calo in basso.

Rimozione di strutture realizzate con qualsiasi tipo di profilato metallico, compresa la smuratura degli     elementi, la cernita del materiale riutilizzabile e l’avvicinamento al luogo di deposito provvisorio  escluso il solo calo in basso.

Fornitura e realizzazione di casseforme e delle relative armature di sostegno per strutture di fondazione, di elevazione e muri di contenimento, poste in opera fino ad un’altezza di m. 3,5 dal piano di appoggio.

Scavo di fondazione a sezione obbligata, eseguito con l’impiego di miniescavatori, piccoli trattori, mini-pale anche a campioni di qualsiasi lunghezza, di materie di qualsiasi natura e consistenza, asciutte o bagnate, anche in presenza di acqua con battente massimo di cm 20, escluse le rocce tenere o le rocce da mina, ma comprese le murature a secco, i trovanti anche di roccia lapidea di dimensioni inferiori a mc 0,25, i trovanti superiori a m 0,5, nonché le murature a calce o cemento.

Zincatura di opere in ferro con trattamento a fuoco mediante immersione in vasche contenenti zinco fuso alla temperatura di circa 500° C previo decappaggio, sciacquaggio

Spalmatura a pennello di argilla sciolta in acqua

consolidamento delle malte residue e successiva ricostruzione della parte mancante con materiali e tecniche conformi a quelle originarie e adeguato ammorsamento al nucleo retrostante

Iniezioni, in perfori armati e non, di miscela composta di cemento tipo 425 e acqua

Stesa e modellazione di terreno agrario

Rimozione di recinzioni in ferro, costituite da montanti, correnti e rete metallica

Compattazione meccanica del piano di posa della fondazione stradale o di fondo stradale in genere, per una profondità di cm 30 su terreni idonei a raggiungere il 95% della prova AASHO modificata, previa asportazione della superficie erbosa

Estirpamento di elementi vegetativi vivi, effettuato con le provvidenze necessarie e sufficienti per garantire la efficace rimessa a dimora

Formazione di balaustre con pali di castagno